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Stile e formazione

Giuseppe Fortunato Pirrone si è diplomato presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, sotto la guida del maestro Luigi De Luca.
Lo stile pirroniano si contraddistingue sempre per la solida compostezza formale e la resa attenta del particolare . Chiarezza, misura ed equilibrio sono costanti che si ritrovano in tutte le sue opere.
Dedito al figurativo, trae fonte di ispirazione dai Libri Sacri, dalla mitologia, dalla natura e dall'uomo.
Nel corso della sua vita artistica ha realizzato sculture a tutto tondo, rilievi e medaglie, misurandosi con diversi materiali, dal bronzo alla terracotta, dal gesso al rame, dall'oro all'argento, alla ceramica.
Le sculture, soprattutto quelle che si ispirano al mito, rivelano la passionalità dell'artista e svelano le sue radici che affondano nella storia e nella cultura della Sicilia. In esse cerca sempre di coniugare il pathos e il sentimento con la compostezza della forma.
Le sue rappresentazioni sono sempre armoniche e seguono ritmi compositivi regolari, con mirabili rapporti di pieni e di vuoti.
La figura femminile occupa nella sua arte un posto di primo piano. Le donne ritratte hanno spesso un volto enigmatico, chiuse nel loro riserbo, sembrano custodire un doloroso segreto. La loro espressione rivela una attesa rassegnata, senza speranza. Tra tutte le donne spicca la figura della madre; il suo ricordo, tramutato poi in un vero e proprio culto, è alimentato dalle numerose opere che la ritraggono e che l'artista ha lasciato in molti luoghi d'Italia. La Galleria d'Arte contemporanea ne possiede due, di cui una a figura intera, attualmente esposte.
Pirrone è un artista essenzialmente dedito al ritratto. La grande capacità di indagare profondamente il soggetto, unita ad una grande concisione formale, si rivela pienamente nelle medaglie. Queste sono quasi interamente dedicate a personaggi di spicco, spesso contemporanei, o a persone che hanno segnato la vita dello scultore. In esse vi si ritrovano politici, artisti, storici e personaggi dello spettacolo; una piccola parte è riservata a raffigurazioni religiose.
Nel recto della medaglia Pirrone ritrae il personaggio che intende celebrare, nel verso pone la dedica o un simbolo, a volte accompagnato da un motto. Più raramente dà vita a rappresentazioni allegoriche.
Nel corso della sua carriera artistica ha realizzato moltissime opere a soggetto sacro. Uomo profondamente religioso, ha avuto modo, nel corso della sua carriera, di lavorare per il Vaticano.
Pirrone è sempre stato particolarmente legato alla città di Noto, in cui è vissuto dal 1910 al 1929, affascinato dall'architettura e dal calore della sua pietra.
Legame testimoniato dai lasciti delle sue opere e dalla serie di ritratti dedicati a importanti personaggi netini, a cui è stato dato il giusto risalto in questa esposizione. Vi ritroviamo tra gli altri: Vincenzo Littara, Rocco Pirri, Mariannina Costa, Ugo Lago, Giovanni Aurispa, Giuseppina Costanza Corrado Costanzo; tutte opere eseguite intorno agli anni Settanta. Diversi inoltre i lavori dedicati a S. Corrado Confalonieri, tra i quali spicca il bozzetto del Portale della Cattedrale di Noto, suddiviso in venti riquadri raffiguranti la vita di San Corrado.
La mostra è suddivisa in cinque sezioni: 1) Ritratti e Figure; 2) Soggetti mitologico-letterari; 3) Opere dedicate alla città di Noto; 4) Ritratti familiari; 5) Soggetti religiosi. In tutto le opere sono 100.
La Galleria comprende anche quadri e sculture di autori italiani e stranieri.
 
pirrone

 

 

Biografia di Giuseppe Pirrone

 

 


Il 5 Novembre 1898 nasce a Borgetto (PA).
Nel 1902 si trasferisce a Ma zara del Vallo e successivamente ad Alcamo.
Nell'Aprile del 1910 si trasferisce a Noto, città con la quale instaura subito un profondo legame affettivo.
Nel 1911 muore la madre, Elvira Emilia Pirrone Resso.
Nel 1919 conosce a Noto il pittore-decoratore Matteo Santocono e lo affianca per diversi anni nel suo lavoro.
Nel 1922 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Palermo; frequenta l'ultimo anno a Napoli dove nel 1928 consegue il diploma.
Nel 1930 si reca a Roma dove inizia ad affermarsi come scultore ritraendo ministri e personalità.
Nel 1948 il provveditore agli studi di Roma, Guido Mestica, istituisce i C.E.A. (Centro di Educazione Artistica).
Pirrone è uno dei dirigenti e mantiene l'incarico fino al 1964.
Dal 1967 al 1969 copre la cattedra di scultura presso l' Accademia di Belle Arti di Catania. Molte delle opere realizzate in questo periodo testimoniano la sua presenza in diverse parti del mondo (Europa, Africa, etc.)
Partecipa alla XXIV-XXVII-XXVIII Biennale di Venezia; durante l'ultima edizione è chiamato a realizzare una personale. Partecipa inoltre alla VI-VII-VIII-IX Quadriennale di Roma e alle Mostre Internazionali di Scultura di Carrara e Trieste. Prende parte a tutte le mostre europee di medaglie organizzate dalla F.I.D.E.M. di Parigi dal 1953 al 1977.
Nel 1955 riceve il "Premio Einaudi", dell'Accademia di San Luca.
Istituisce due ricche gallerie, una a Noto, nel 1966, dedicata a sua madre, e una a Recanati, nel 1977, in omaggio a Giacomo Leopardi, della cui poesia è sempre stato un estimatore.
Muore il 23 Febbraio 1978 a Roma. E' sepolto a Recanati insieme alla compagna della sua vita, la pittrice netina Maria Mauceri (1905-1986).