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Noto patrimonio dell'Unesco

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Noto è "un libro vivente". E' un giardino di pietra ove ad ogni angolo è dato incontrare capitelli, fregi barocchi, chiese e palazzi nobiliari. Esistono città e paesi che con i loro nomi rievocano la purezza e l'armonia dell'arte. Noto, è uno di questi; con le sue bellezze architettoniche, culturali risveglia nei visitatori l'idea più alta di ciò che gli uomini d'ingegno hanno prodotto in questo tempio di pietre vive.

La città recentemente insignita dall'UNESCO del titolo di "patrimonio culturale dell'umanità" rappresenta l'emblema della ricchezza e dello sfarzo nell'epoca barocca in Sicilia. Offre al turista palazzi di giallognola pietra, così vicina al colore della carne ed inattesi tesori che sparsi nel territorio raccontano storie di civiltà antiche.

Sparsi come beni di valore in un vastissimo territorio troviamo santuari, e rovine di antiche città come Eloro, Noto Antica. Le magnifiche spiagge e l'Oasi di Vendicari, riserva naturale, il clima mite, i sentieri di montagna, i borghi antichi, i castelli, le grotte, le chiese ed i conventi sono meraviglie senza eguali.

Suggestione difficile da dimenticare quando dall'alto delle sue torri campanarie o dalle alture di un palazzo, si ammira la città e la valle lambita dal mare.

Lasciatevi stupire dall'arte, dalla cultura, dalle tradizioni, dal mare e dal sole dalla più bella città della Sicilia.

Gli itinerari a cura del prof. Emanuele U. Muscova

Noto, oltre ad avere un importante patrimonio architettonico, dispone di un ampio e variegato territorio (alture, colline, pianure e coste marine), ricco di località d'interesse storico, archeologico e naturalistico. Il suo territorio è attraversato dal fiume Tellaro e dal Torrente Asinaro, o degli Oleandri. I due fiumi nascono rispettivamente dal monte Lauro e dalla Fontana Grande nella Valle del Carosello. La varietà del paesaggio permette al visitatore di godere di un clima mite, di una estesa costa, di sabbia dorata e di un mare cristallino, considerato il più pulito d'Italia, da Calabernardo a Marzamemi, e di rilievi paesaggistici, come l'Alveria, il Finocchito, il Castelluccio, ecc.