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Lo scenario, la via Nicolaci con i fastosi balconi del Palazzo Villadorata e con la delicata facciata concava della chiesa di Montevergini che, in alto, le fa da sfondo, è suggestivo.

Lassù, al di sopra della torre campanaria, lo strapiombo del colle delle Meti che incombe, ingentilito da un cielo invariabilmente azzurro, apre l'animo ai solenni silenzi degli spazi celesti.

In questo ideale paesaggio urbano, prende corpo, la terza settimana del mese di maggio, dal 1980, l'Infiorata di Noto che, sotto lo sguardo enigmaticamente compiaciuto di sirene, chimere, grifoni, ippogrifi, centauri e sfingi dei superbi balconi barocchi.

L'ordine barocco che regna sulla Città d'oro, piacevolmente scosso dalla profusione di fiori multicolori, animati dal tocco creativo degli artisti, penetra e si dilata nelle fibre del cuore e della mente degli innumerevoli visitatori, ammaliati dalla seducente bellezza del giardino di pietra.

Noto, dorata metafora del destino fascinosamente incerto, insidiato dal tempo e dall'alea del contingente, coltiva così con la sua Infiorata l'antico sogno di arrestare il divenire, nutrendo l'effimero della provvisorietà.

E' questa la fortuna dell'Infiorata di Noto, alla quale, dall'inizio dell'avventura solo qualche visionario profetizzava un avvenire.

Allora, maggio 80', nessuno, e meno che mai i Maestri di Genzano che realizzarono la prima Infiorata siciliana, stupiti loro stessi di uno scorcio urbano ideale per esaltare la loro creatività artistica, avrebbe immaginato un successo tanto immediato quanto duraturo.

L'armonica simbiosi tra architettura barocca e profluvio floreale ha trovato profondo radicamento nella realtà locale grazie agli artisti isolani.

Il successo dell'Infiorata di Noto che illumina la Primavera Barocca è stato decretato, in via definitiva, dalla partecipazione corale della popolazione netina che ha incorporato nella sua identità umana la festosa manifestazione. Senza contare, a suggello il processo di assimilazione della tradizione importata, il grandioso concorso di folle di visitatori che invadono gioiosamente le vie, in un luogo tripudio all'arte barocca.

Per un'intera settimana, e particolarmente nei giorni di venerdì, sabato e domenica, Noto si abbandona al caldo abbraccio della gente proveniente da tutta la Sicilia, ma anche dal continente, che, lungi dal soffocarla, ne stimola le energie vitali, richiamandola alle sue responsabilità di "foyer" di un'architettura incomparabile, oggi ufficialmente patrimonio dell'umanità.

L'Infiorata, oltre ad esaltare le capacità dei maestri scelti tramite apposito concorso per infiorare la via Nicolaci, mette in moto una serie di iniziative collaterali, atte a coinvolgere comitati di quartiere, scuole, negozi, associazioni di volontariato e gruppi spontanei, felici di mobilitarsi per la loro città, a beneficio dei visitatori.

La tumultuosa moltiplicazione delle iniziative ha felicemente dilatato i tempi della Primavera barocca, che ha finito ormai per pervadere l'intero mese di maggio.

Dagli appuntamenti culturali al teatro "Vittorio Emanuele" alle mostre d'arte, ai raduni di auto d'epoca e di camperisti, al corteo barocco, alle fiere di prodotti locali, alle esibizioni di gruppi musicali e folcloristici, è tutto un susseguirsi di attività che esercitano un richiamo turistico irresistibile.

Se ai Maestri di Genzano, va riconosciuto il merito di avere aperto un cammino la cui destinazione ultima ancora appena si intravede, l'Infiorata di Noto costituisce una realtà viva, ormai decisamente inserita nel solco delle tradizioni barocche in un'azione di creativo sincretismo, in cui aleggia la dimensione profonda della sicilianità.