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Noto   16.10.08

   Urge l'approvazione del Piano Commerciale.  L'amministrazione ha già annunciato la scorsa settimana l'imminente presentazione in Consiglio comunale del Piano Commerciale, che non è un capriccio del sottoscritto in cerca di visibilità, ma una necessità per la città, da cui dipende la possibilità di offrire occupazione. Alla luce dell'odierna (di mercoledì 15 ottobre n.d.r.) conferenza dei servizi con l'Assessorato regionale Territorio e ambiente nelle persone dell'Arch. Coniglio e dell'Ing. Catania, tale intenzione dell'amministrazione diventa un'urgenza. Senza l'approvazione del Piano commerciale per le medie strutture commerciali, e delle Norme e criteri di applicazione, non è possibile rilasciare legittime autorizzazioni all'esercizio per medie strutture commerciali.  In questo momento ci sono ben otto richieste di imprenditori che chiedono di poter aprire sul territorio, ai quali è possibile dire solo di No.  Inoltre in questo momento non è possibile rilasciare autorizzazioni in variante allo strumento urbanistico, poiché esistono delle aree commerciali previste dal Piano regolatore, per le quali è stata chiesta la lottizzazione che fino a quando non sarà approvata  dal Consiglio comunale, con la conseguente stipula di convenzione, rimarrà disponibile impedendo di procedere in variante attraverso deliberazione del Consiglio Comunale.  La normativa dice chiaramente che non è possibile procedere in variante al Piano regolatore qualora esistano delle aree destinate ad attività commerciale. La soluzione più semplice rimane l'approvazione del Piano Commerciale e delle Norme e criteri. Per quanto riguarda il Regolamento dell'area artigianale, è opportuno precisare, quanto è stato riferito dall'ing.  Roberto Di Maria, che l'eventuale mancata approvazione del regolamento comporta l'esclusione dal bando in scadenza il 31 ottobre. Per queste ragioni è opportuno che il Consiglio Comunale provveda all'approvazione di questi provvedimenti nell'interesse della città e dei potenziali imprenditori che oggi trovano le porte chiuse nel comune di Noto, penalizzando fortemente lo Sviluppo economico con la conseguente ricaduta occupazionale.

Ass. Sviluppo Economico
Alfonso Lapira